Cos’è la cessione del quinto

La tipologia di prestito a cui appartiene la cessione del quinto

E’ ormai un privilegio passare la propria vita senza aver mai bisogno di chiedere un prestito. Ci si ritrova ad averne bisogno per comprare una casa o la macchina, per mandare i propri figli all’università e per tanti altri motivi. La parola prestito però comprende diverse sfaccettature e modalità, tra le quali si trova quella della cessione del quinto. Per essere più precisi, dovremmo dire che la cessione del quinto è una modalità di quello che è un insieme più ristretto del prestito, ossia il prestito personale. Facciamo finta di non sapere nulla di economia e di dover partire dalla definizione di prestito.

Si chiede un prestito quando si ha bisogno di una somma di denaro che poi dovrà essere restituita dopo un determinato periodo di tempo. In alcuni casi la somma di denaro da restituire sarà la stessa, ma in molti altri dovrà essere restituita una somma maggiore. Ma chi presta i soldi? Deve essere una società di credito o un istituto che sia autorizzato a farlo, di cui l’esempio più comune è quello della banca. Torniamo adesso alla cessione del quinto, che abbiamo detto essere una tipologia del prestito personale. Il prestito personale avviene quando la somma di denaro è rivolta al sostentamento di singoli o famiglie. Esso è un prestito senza garanzia e non finalizzato. Parliamo di prestito non finalizzato quando la persona che richiede il prestito non è obbligata ad usarlo in nessun modo specifico. La banca che eroga il prestito dunque non lo fa perché si aspetta un determinato acquisto dal cliente. Ricapitoliamo: la cessione del quinto dello stipendio è un prestito non finalizzato e in particolare un prestito personale.

 

Definizione di cessione del quinto

 

La cessione del quinto riguarda il metodo di restituzione del denaro alla banca o all’ente finanziario che lo ha prestato. L’espressione “cessione del quinto” si riferisce alla cessione di quote dello stipendio, infatti l’espressione completa è “cessione del quinto dello stipendio”. Ovviamente le informazioni contenute in questo articolo si riferiscono alle leggi previste per l’Italia. Nel nostro paese è un’operazione molto diffusa, soprattutto quando si parla di somme di denaro molto grandi. Lo è perché conviene sia alle banche che al cliente richiedente il prestito. La cessione del quinto dello stipendio consiste quindi nella restituzione della somma prestata (con gli interessi) tramite la cessione di quote prese dallo stipendio. Queste quote possono arrivare ad un massimo del quinto di ciò che si guadagna mensilmente, quindi dello stipendio netto.

 

Quando e da chi la cessione del quinto può essere richiesta

 

Chiunque può richiedere il prestito? Beh ovviamente bisogna avere un lavoro, non importa se come dipendenti statali o privati. In quest’ultimo caso però, la banca valuterà attentamente la solidità economica dell’azienda per cui si lavora. La valutazione avviene tramite la considerazione di diversi fattori: numero di dipendenti, prestiti precedenti, etc. Anche per quanto riguarda la durata dell’erogazione della quota ci sono delle restrizioni. Il limite massimo è di 120 mensilità, mentre il limite minimo solitamente è di due anni. Cosa succede se si viene licenziati o se semplicemente termina il rapporto di lavoro? La restituzione del denaro tramite la modalità della cessione del quinto termina. E nel caso della pensione? Qui è necessario fare una differenza tra la pensione per i dipendenti pubblici e la pensione per i dipendenti privati. Mentre i dipendenti pubblici possono decidere se spostare la cessione del quinto dallo stipendio alla pensione, per i dipendenti privati l’arrivo della pensione determina la fine dell’erogazione della quota. Si può richiedere un prestito con cessione del quinto quando si è già pensionati? Fino a poco tempo fa non si poteva, ma oggi si può, con alcune restrizioni. La restrizione riguarda l’età, che però non è totalmente definita. Ufficialmente il limite massimo di età dovrebbe essere quello dei 90 anni, ma ci sono compagnie che arrivano a prestare a clienti di un massimo di 85 anni e altre a clienti di 95 anni.

 

Le assicurazioni obbligatorie per richiedere la cessione del quinto

 

Richiedere un prestito personale con restituzione del denaro tramite cessione del quinto prevede degli obblighi. Bisogna infatti stipulare un’assicurazione sui rischi vita ed impiego. Vediamo di cosa si tratta. L’assicurazione sul rischio vita prevede che, nel caso del decesso del cliente, il debito non ricada sui familiari o sugli eredi ma sulla compagnia assicurativa. Essa è la stessa sia quando si tratta di cessione del quinto per pensionati, sia quando la stessa operazione è richiesta da dipendenti. Ovviamente ci sono delle differenze che dipendono dalle tavole di mortalità che la polizza assicurativa ha a disposizione. Il discorso sull’assicurazione sul rischio impiego invece è un po’ più complicato. Innanzitutto, di cosa si tratta? Essa viene stipulata per coprire il licenziamento del dipendente. Ovviamente copre l’improvvisa perdita di lavoro solo nel caso in cui essa non sia colpa del dipendente, per esempio a causa del fallimento dell’azienda. Prima abbiamo detto che la polizza assicurativa nel caso di rischio vita ha a disposizione delle tavole di mortalità. E’ facile capire che non esistano le stesse statistiche precise per determinare il rischio di perdita del lavoro. L’unica certezza che la polizza assicurativa può avere è che nel caso di un dipendente statale il fallimento dello Stato è praticamente impossibile. Ma per i dipendenti privati come funziona? La polizza assicurativa dovrà valutare il livello di solidità finanziaria dell’azienda per cui il cliente lavora nel momento in cui richiede la cessione del quinto. Per legge quando il rapporto di lavoro termina il lavoratore dipendente ha il diritto di ricevere una liquidazione, quella che ufficialmente si chiama TFR (trattamento di fine rapporto). Essa deve essere data dal datore di lavoro al dipendente anche quando l’azienda è fallita, nel corso dei mesi. Il rischio impiego, a differenza del rischio vita, è a vantaggio della banca. L’operazione di cessione del quinto dello stipendio prevede infatti che il TFR sia versato alla banca.

 

Modalità di erogazione del quinto dello stipendio

 

Ma in pratica come avviene la cessione del quinto? La restituzione della somma di denaro prestata tramite cessione del quinto dello stipendio avviene in modo molto semplice. Si trattiene la rata stabilita direttamente in busta paga. Dunque, non bisogna aspettare che il debitore invii il denaro, ma avviene tutto in modo automatico. Il modo in cui è erogato il quinto dello stipendio alla banca richiede che il datore di lavoro del cliente sia coinvolto. Infatti sarà il datore di lavoro che dovrà inviare alla Banca la somma di denaro trattenuta dalla busta paga del suo dipendente. Il datore di lavoro può rifiutarsi? No, per legge se un dipendente richiede la cessione del quinto ed essa viene accordata dalla Banca, il datore di lavoro non ha diritto di opporsi. Questo non vuol dire che il datore di lavoro abbia qualche responsabilità nel pagamento del prestito, la cessione del quinto dello stipendio riguarda comunque Banca e dipendente. Le sue uniche responsabilità hanno a che fare con i punti elencati in precedenza, come ad esempio l’erogazione del TFR nel caso di licenziamento.

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